| Pierluigi Mattè
Fruit Control Equipments srl
La Fruit Control Equipment è un’azienda italiana
leader nel settore dell’atmosfera controllata.Fondata
nel 1985, la FCE prosegue con successo l’attività
della ditta Bonomi della quale ne ha acquisito i marchi nel
1989.La struttura operativa del gruppo è oggi basata
su una rete di aziende solide, intercollegate tra loro, che
permettono alla FCE elevata agilità operativa, garantendo
un prodotto con caratteristiche funzionali di alta qualita’,
un servizio alla Clientela ineccepibile ed efficienza nell’assistenza,
con la messa a punto recentemente di un sistema di video assistenza.
La FCE opera in Italia, ed esporta tecnologia in quasi tutti
i Paesi produttori di ortofrutticoli, in particolare laddove
si producono mele, pere, kiwi, uva da tavola, frutti che rappresentano
oltre l’80% della frutta consumata.La mela riveste per
il settore dell’atmosfera controllata, a tutt’oggi,
oltre il 70% degli investimenti, seguita dalla pera e dal
kiwi.
La nostra Azienda è sempre stata all’avanguardia
nelle applicazioni di nuove metodologie di conservazione,
in alcuni casi varianti od opzioni alla classica AC, identificabili
con sigle del tipo ULO( Ultra Low Oxigen ), LECA( Low Ethylene
Controlled Atmosphere), ILOS ( Initial Low Oxigen Stress ),
RCA ( Rapid C.A. ) D.C.A. ( Dynamic Controlled Atmosphere)
ed altre ancora di piu’ recente introduzione.
Per la FCE il rapporto di interrelazione con gli Istituti
Universitari, i centri di ricerca operanti nel post-raccolta
e gli operatori specifici di settore è importantissimo
per permettere una continua innovazione ed una aggiornata
seria divulgazione delle tecnologie e delle loro applicazioni.
Se prendiamo come esempio i "Disciplinari di produzione
integrata- frutticole-orticole-Fase di Post-raccolta"
editi dalla Regione Emilia Romagna, troviamo informazioni
importanti e utili per gli operatori del settore e le formule
di conservazione consigliate, derivanti da pluriennali osservazioni
e ricerche sulle problematiche del post-raccolta, fatte sia
del Criof che dalle stesse Associazioni di produttori.Ritengo
che i disciplinari di post-reaccolta siano applicati da una
minima parte dei produttori essendo ancora molti i magazzini
figoriferi che si devono adeguare con l’impiantistica
esistente.
Credo inoltre sia necessario stabilire normative chiare,
in merito alla terminologia e conseguentemente all’
impiantistica di A.C. a livello nazionale e comunque con riferimenti
ben precisi a livello internazionale.
Faccio un esempio: ULO( Ultra Low Oxigne ) puo’ indicare
lo 0.8%, l’1% l’1,5% di Ossigeno, secondo le varie
interpretazioni e zone operative. Non si chiarisce che di
riflesso anche la CO2 può, o deve essere al di sotto
dell’1,5 o del 2% ma, anche sotto l’1%. I tassi
respiratori della frutta , fattori importantissimi per il
dimensionamento corretto dell’impianto di assorbimento
della CO2 sono ignorati, determinando spesso libere interpretazioni
e scelte di potenza a volte avventate da parte di Aziende
poco scrupolose.
La FCE ha sviluppato ed immesso di recente sul mercato sistemi
di assorbimento di CO2 singoli e centralizzati con programmi
operativi delle macchine stesse flessibili, aggiornati alle
nuove esigenze sopra riportate.
E che dire del "pull down" dell’ossigeno?
Va fatto in 8 ore o in 24, o addirittura in 48 ore ? Pur lasciando
da parte tutte le tematiche relative ai " curing "
di vario tipo, su questi punti ci dovrebbero essere maggiori
chiarimenti da parte dei fisiologi, in rapporto alle diverse
specie frutticole ed alle condizioni previste di commercializzazione
del prodotto.
In altri termini, per ogni varietà si dovrebbe poter
stilare un libretto sul quale apporre maggiori informazioni
anche sulle tempistiche ottimali per i pull-down termici ed
atmosferici delle celle, partendo dalla cosiddetta ottimale
finestra di raccolta.
Linee guida insomma, per la soddisfazione di tutti, consumatori
compresi.
Servono però tecnici specializzati all’interno
delle strutture Cooperative e comunque presso i magazzini
di conservazione; la necessità quindi di instaurare
corsi di studio universitari specifici per tecnici del post-raccolta
, con conoscenze specifiche nella refrigerazione applicata
agli ortofrutticoli e tecniche impiantistiche di AC. Senza
questa interfaccia importante , stabilmente operante presso
i magazzini , sarà difficile parlare la stessa lingua.
La FCE sta cercando di riportare , usando un termine calcistico
, la "mela al centro"!
In effetti oggi si nota che la tecnologia dell’atmosfera
controllata viene applicata seguendo la regola fissa di:
impianto assorbimento CO2,
impianto di abbattimento dell’ossigeno ( pull-down
),
impianto di analisi computerizzato .
Queste sono le linee guida di base che tengono in conto però
sempre piu’ le esigenze di risparmio dei produttori
che le vere esigenze della frutta.
Ed i consumatori dove li mettiamo ? La FCE dal 1994 sta portando
avanti un progetto di conservazione ULO di mele Golden D.
( a 0,9% di O2 e 1,2% CO2 ) con risultati eccezionali, comprovati
anche da panel-test fatti al Macfrut negli anni scorsi e da
investigazioni scientifiche condotte dall?ist,Coltiv Arbore
di Milano, dall’Ivtpa e dall’Ist di S. Michele
all’Adige. Lavori presentati al "CA 97" Conference
di Davis in California e confermati gia’ in precedenza
da analoghe ricerche americane. Orbene, con queste formule,
combinate con un pull-down iniziale dell’ossigeno di
8 ore, si ottengono ottimi risultati, ma limitati a quei pochi
magazzini frutta dove sono state rispettate in progetto le
giuste esigenze per la frutta.
Purtroppo i progettisti di magazzini frigoriferi devono tenere
in considerazione molto piu’ le esigenze di risparmio
del Cliente, ma dovrebbero essere affiancati da tecnici di
post raccolta per meglio interpretare anche le esigenze dei
nostri prodotti ortofrutticoli.
La FCE, a seguito di attente osservazioni sulla conduzione
delle celle di atmosfera controllata da parte dei conduttori
frigoristi, ha immesso sul mercato un nuovo sistema operativo
di analisi, controllo e gestione delle celle creando un coinvolgimento
attivo e piu’ qualificante del frigorista stesso. Il
ns soft innovativo prevede inoltre un nuovo aggiornato sistema
dinamico di gestione delle celle ( DCA ) con predisposizione
ad output che potranno essere anche autogestiti in futuro
sulla base di nuovi sensori .
Un occhio attento oggi va al miglioramento produttivo dei
convertitori catalitici di etilene, che dopo un paio di decenni
di ottimi risultai nel settore kiwi, si stanno applicando
per una miglior conservazione di mele ( Elstar, Gala, Fuji
), ma anche drupacee estive e pere. In questi casi si deve
fare molta attenzione al risparmio energetico, considerando
che le macchine lavorano per parecchi mesi 24 ore su 24.
Non è cosi’ per le nuove tecnologie di pull-down,
con setacci molecolari che, se da un lato risolvono i problemi
energetici ( limitati peraltro ad una fase breve di 20-30
giorni l’anno ) , dall’altro non riescono ancora
ad essere competitivi con i tradizionali sistemi in uso già
da 14 anni e a tuttoggi validissimi delle membrane cave separatrici
che permettono tempi di regimazione di pochissime ore anche
per celle di dimensioni notevolie ( 300-400 tonnellate ),
come a volte richiesto dalla frutta per la RCA( rapid CA)
e l’ ILOS ( initial oxigen stress) precedentemente menzionati.
Il risparmio energetico è senz’altro un fattore
importante per la salvaguardia anche delle emissioni in atmosfera
di CO2 prodotto per kw consumato.
Facciamo attenzione però a tutto il comparto, non
solo a quello dell’ AC, ma in primis a quello del freddo,
dove ben più elevate sono le potenze in gioco.
La sfrenata corsa al "glicole" , laddove non giustificata,
non solo rappresenta un maggior costo dell’impianto
frigorifero, anche del 30%, ma e’ poi anche collegata
ad una bolletta energetica ben piu’ elevata. E non esclude
inoltre la necessità di utilizzo di sistemi di umidificazione,
in quanto le esigenze di conservare un prodotto turgido, impeccabile
per molti mesi, anche con il glicole, oggi non è garantito
. Ed ecco allora per incanto che ritornano in auge gli umidificatori,
con le loro evoluzioni tecnologiche( si ricorda la nuovissima
serie dei Kristall 2000 ) che, alla fin della fiera, visto
che siamo al Macfrut, risolvono il problema degli avvizzimenti
in modo egregio, sia nelle celle a refrigerazione diretta,
che in celle a refrigerazione indiretta con acqua glicolata.
"Chi piu’ ne ha piu’ ne metta" diceva
un vecchio detto. In verità oggi, per effetto delle
competizioni mondiali dei prodotti ortofrutticoli, si rende
sempre necessaria un’attenta analisi della situazione
strutturale aziendale, delle celle esistenti e degli investimenti
necessari per poter rimanere in competizione
Ricordiamo comunque ancora una volta: mela al centro! |