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L'ATMOSFERA CONTROLLATA
Relazione presentata al convegno del MACFRUT 99: "Nuove tecniche di selezione, cernita, lavorazione, conservazione per la qualità dei prodotti ortofrutticoli " – Cesena, 9 Maggio 1999

Pierluigi Mattè
Fruit Control Equipments srl

La Fruit Control Equipment è un’azienda italiana leader nel settore dell’atmosfera controllata.Fondata nel 1985, la FCE prosegue con successo l’attività della ditta Bonomi della quale ne ha acquisito i marchi nel 1989.La struttura operativa del gruppo è oggi basata su una rete di aziende solide, intercollegate tra loro, che permettono alla FCE elevata agilità operativa, garantendo un prodotto con caratteristiche funzionali di alta qualita’, un servizio alla Clientela ineccepibile ed efficienza nell’assistenza, con la messa a punto recentemente di un sistema di video assistenza.

La FCE opera in Italia, ed esporta tecnologia in quasi tutti i Paesi produttori di ortofrutticoli, in particolare laddove si producono mele, pere, kiwi, uva da tavola, frutti che rappresentano oltre l’80% della frutta consumata.La mela riveste per il settore dell’atmosfera controllata, a tutt’oggi, oltre il 70% degli investimenti, seguita dalla pera e dal kiwi.

La nostra Azienda è sempre stata all’avanguardia nelle applicazioni di nuove metodologie di conservazione, in alcuni casi varianti od opzioni alla classica AC, identificabili con sigle del tipo ULO( Ultra Low Oxigen ), LECA( Low Ethylene Controlled Atmosphere), ILOS ( Initial Low Oxigen Stress ), RCA ( Rapid C.A. ) D.C.A. ( Dynamic Controlled Atmosphere) ed altre ancora di piu’ recente introduzione.

Per la FCE il rapporto di interrelazione con gli Istituti Universitari, i centri di ricerca operanti nel post-raccolta e gli operatori specifici di settore è importantissimo per permettere una continua innovazione ed una aggiornata seria divulgazione delle tecnologie e delle loro applicazioni. Se prendiamo come esempio i "Disciplinari di produzione integrata- frutticole-orticole-Fase di Post-raccolta" editi dalla Regione Emilia Romagna, troviamo informazioni importanti e utili per gli operatori del settore e le formule di conservazione consigliate, derivanti da pluriennali osservazioni e ricerche sulle problematiche del post-raccolta, fatte sia del Criof che dalle stesse Associazioni di produttori.Ritengo che i disciplinari di post-reaccolta siano applicati da una minima parte dei produttori essendo ancora molti i magazzini figoriferi che si devono adeguare con l’impiantistica esistente.

Credo inoltre sia necessario stabilire normative chiare, in merito alla terminologia e conseguentemente all’ impiantistica di A.C. a livello nazionale e comunque con riferimenti ben precisi a livello internazionale.

Faccio un esempio: ULO( Ultra Low Oxigne ) puo’ indicare lo 0.8%, l’1% l’1,5% di Ossigeno, secondo le varie interpretazioni e zone operative. Non si chiarisce che di riflesso anche la CO2 può, o deve essere al di sotto dell’1,5 o del 2% ma, anche sotto l’1%. I tassi respiratori della frutta , fattori importantissimi per il dimensionamento corretto dell’impianto di assorbimento della CO2 sono ignorati, determinando spesso libere interpretazioni e scelte di potenza a volte avventate da parte di Aziende poco scrupolose.

La FCE ha sviluppato ed immesso di recente sul mercato sistemi di assorbimento di CO2 singoli e centralizzati con programmi operativi delle macchine stesse flessibili, aggiornati alle nuove esigenze sopra riportate.

E che dire del "pull down" dell’ossigeno? Va fatto in 8 ore o in 24, o addirittura in 48 ore ? Pur lasciando da parte tutte le tematiche relative ai " curing " di vario tipo, su questi punti ci dovrebbero essere maggiori chiarimenti da parte dei fisiologi, in rapporto alle diverse specie frutticole ed alle condizioni previste di commercializzazione del prodotto.

In altri termini, per ogni varietà si dovrebbe poter stilare un libretto sul quale apporre maggiori informazioni anche sulle tempistiche ottimali per i pull-down termici ed atmosferici delle celle, partendo dalla cosiddetta ottimale finestra di raccolta.

Linee guida insomma, per la soddisfazione di tutti, consumatori compresi.

Servono però tecnici specializzati all’interno delle strutture Cooperative e comunque presso i magazzini di conservazione; la necessità quindi di instaurare corsi di studio universitari specifici per tecnici del post-raccolta , con conoscenze specifiche nella refrigerazione applicata agli ortofrutticoli e tecniche impiantistiche di AC. Senza questa interfaccia importante , stabilmente operante presso i magazzini , sarà difficile parlare la stessa lingua.

La FCE sta cercando di riportare , usando un termine calcistico , la "mela al centro"!

In effetti oggi si nota che la tecnologia dell’atmosfera controllata viene applicata seguendo la regola fissa di:

impianto assorbimento CO2,

impianto di abbattimento dell’ossigeno ( pull-down ),

impianto di analisi computerizzato .

Queste sono le linee guida di base che tengono in conto però sempre piu’ le esigenze di risparmio dei produttori che le vere esigenze della frutta.

Ed i consumatori dove li mettiamo ? La FCE dal 1994 sta portando avanti un progetto di conservazione ULO di mele Golden D. ( a 0,9% di O2 e 1,2% CO2 ) con risultati eccezionali, comprovati anche da panel-test fatti al Macfrut negli anni scorsi e da investigazioni scientifiche condotte dall?ist,Coltiv Arbore di Milano, dall’Ivtpa e dall’Ist di S. Michele all’Adige. Lavori presentati al "CA 97" Conference di Davis in California e confermati gia’ in precedenza da analoghe ricerche americane. Orbene, con queste formule, combinate con un pull-down iniziale dell’ossigeno di 8 ore, si ottengono ottimi risultati, ma limitati a quei pochi magazzini frutta dove sono state rispettate in progetto le giuste esigenze per la frutta.

Purtroppo i progettisti di magazzini frigoriferi devono tenere in considerazione molto piu’ le esigenze di risparmio del Cliente, ma dovrebbero essere affiancati da tecnici di post raccolta per meglio interpretare anche le esigenze dei nostri prodotti ortofrutticoli.
La FCE, a seguito di attente osservazioni sulla conduzione delle celle di atmosfera controllata da parte dei conduttori frigoristi, ha immesso sul mercato un nuovo sistema operativo di analisi, controllo e gestione delle celle creando un coinvolgimento attivo e piu’ qualificante del frigorista stesso. Il ns soft innovativo prevede inoltre un nuovo aggiornato sistema dinamico di gestione delle celle ( DCA ) con predisposizione ad output che potranno essere anche autogestiti in futuro sulla base di nuovi sensori .

Un occhio attento oggi va al miglioramento produttivo dei convertitori catalitici di etilene, che dopo un paio di decenni di ottimi risultai nel settore kiwi, si stanno applicando per una miglior conservazione di mele ( Elstar, Gala, Fuji ), ma anche drupacee estive e pere. In questi casi si deve fare molta attenzione al risparmio energetico, considerando che le macchine lavorano per parecchi mesi 24 ore su 24.

Non è cosi’ per le nuove tecnologie di pull-down, con setacci molecolari che, se da un lato risolvono i problemi energetici ( limitati peraltro ad una fase breve di 20-30 giorni l’anno ) , dall’altro non riescono ancora ad essere competitivi con i tradizionali sistemi in uso già da 14 anni e a tuttoggi validissimi delle membrane cave separatrici che permettono tempi di regimazione di pochissime ore anche per celle di dimensioni notevolie ( 300-400 tonnellate ), come a volte richiesto dalla frutta per la RCA( rapid CA) e l’ ILOS ( initial oxigen stress) precedentemente menzionati.

Il risparmio energetico è senz’altro un fattore importante per la salvaguardia anche delle emissioni in atmosfera di CO2 prodotto per kw consumato.

Facciamo attenzione però a tutto il comparto, non solo a quello dell’ AC, ma in primis a quello del freddo, dove ben più elevate sono le potenze in gioco.

La sfrenata corsa al "glicole" , laddove non giustificata, non solo rappresenta un maggior costo dell’impianto frigorifero, anche del 30%, ma e’ poi anche collegata ad una bolletta energetica ben piu’ elevata. E non esclude inoltre la necessità di utilizzo di sistemi di umidificazione, in quanto le esigenze di conservare un prodotto turgido, impeccabile per molti mesi, anche con il glicole, oggi non è garantito . Ed ecco allora per incanto che ritornano in auge gli umidificatori, con le loro evoluzioni tecnologiche( si ricorda la nuovissima serie dei Kristall 2000 ) che, alla fin della fiera, visto che siamo al Macfrut, risolvono il problema degli avvizzimenti in modo egregio, sia nelle celle a refrigerazione diretta, che in celle a refrigerazione indiretta con acqua glicolata.

"Chi piu’ ne ha piu’ ne metta" diceva un vecchio detto. In verità oggi, per effetto delle competizioni mondiali dei prodotti ortofrutticoli, si rende sempre necessaria un’attenta analisi della situazione strutturale aziendale, delle celle esistenti e degli investimenti necessari per poter rimanere in competizione

Ricordiamo comunque ancora una volta: mela al centro!

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